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Perché cooperiamo con la Bielorussia

La Bielorussia attraversa un periodo di profonda crisi economico-sociale, causata dalla transizione dal sistema totalitario all'economia di mercato e aggravata dai danni subiti a seguito della radiocontaminazione provocata dal fall-out della centrale di Chernobyl . La maggior parte dei terreni agricoli è contaminata e nonostante ciò l'agricoltura rappresenta spesso l'unica risorsa economica per le popolazioni residenti dei villaggi rurali che per poter vivere continua a coltivare quei terreni e a nutrirsi dei cibi da essi ricavati aggravando i problemi di salute connessi all'esposizione radioattiva. Per cercare di migliorare le condizioni fisiche delle giovani generazioni bielorusse si attuano ormai da anni azioni di prevenzione sanitaria da eventuali malattie derivanti dall'esposizione alle radiazioni nucleari conseguenti al disastro di Chernobyl.

In Italia vengono ospitati ogni anno circa 25.000 bambini bielorussi , di cui quasi il 90% provenienti dalle zone rurali maggiormente sofferenti . L'azione umanitaria, che vede impegnate le famiglie italiane e numerose strutture di volontariato, si configura oggi come un'importante opportunità di sviluppo sociale e di scambio tra l'Italia e la Bielorussia. Durante tali soggiorni i ragazzi, soprattutto i più grandi, vengono in contatto con una situazione economico-sociale completamente diversa da quella a cui sono abituati. Purtroppo lo scarto tra l'esperienza estiva nel nostro paese e la quotidianità vissuta in patria è spesso fonte di squilibri e frustrazioni, che si riflettono sui ragazzi, dilatandone le aspettative e favorendo la mitizzazione del sistema di vita occidentale. Se da un lato i soggiorni in Italia migliorano la salute fisica dei bambini inseriti nei programmi di ospitalità, dall'altro possono diventare fonte di problemi psicologici se non vengono contestualmente attuate misure atte a migliorare la condizione delle popolazioni bielorusse e la loro situazione ambientale, economica e sociale.

Uno dei problemi maggiori con il quale si confrontano in patria i ragazzi bielorussi è la ricerca di un posto di lavoro . Questo è vero soprattutto per i ragazzi residenti nei villaggi rurali, distanti anche centinaia di chilometri dalle città, uniche realtà in grado di offrire una se pur limitata alternativa economica all'agricoltura basata sulla piccola industria e sul terziario. Per accedere a questo tipo di occupazione è necessario però possedere competenze acquisibili talvolta solo attraverso studi professionali o universitari e per i ragazzi delle campagne resta sovente solo la possibilità di lavorare nelle cooperative agricole locali (Kolhos). Ad alimentare questa situazione, contribuisce in parte rilevante la difficoltà da parte del sistema scolastico e formativo locale nell'individuare i bisogni espressi dal mercato del lavoro e di conseguenza nell'orientare i giovani ai percorsi più favorevoli all'inserimento lavorativo.

Le difficoltà aumentano considerevolmente per le categorie più svantaggiate, tra le quali si collocano gli orfani e i portatori di handicap fisici e/o mentali. Un dato rilevante è costituito dalla numerosa presenza sul territorio bielorusso di istituti di accoglienza per orfani, che prendono il nome di Internat e accolgono sia orfani effettivi, ovvero senza genitori, che orfani "sociali",ovvero figli di genitori ancora vivi ma che hanno perduto la patria potestà per vari motivi, tra cui il più frequente è l'alcolismo, piaga che si è acutizzata in questo periodo di profonda crisi economica e sociale. Nella Repubblica Bielorussa, attualmente esistono 91 scuole internato e internati speciali che ospitano circa 12.000 bambini.

Il Comune di Asti ha iniziato l’attività di cooperazione in Bielorussia attraverso un intervento a favore degli ospiti dell’ Internat di Gorodeja , piccolo villaggio situato a circa 100 km. dalla capitale Minsk, che nel 2005 ospitava 200 bambini dai 6 ai 18 anni, di cui 100 sordomuti e 100 orfani, in parte effettivi e in parte sociali . La cooperazione è proseguita negli anni coinvolgendo i territori della Provincia di Neshvish, l’area di Minsk e le città di Mogilev e di Gomel. L'esperienza di solidarietà svolta dall'associazionismo astigiano ha messo in evidenza la necessità di operare in Bielorussia attraverso progetti specifici per offrire un miglioramento delle condizioni di vita dei giovani Bielorussi.

 

Associazioni di solidarietà operanti nella Provincia di Asti:

Bambini Chernobyl    www.bambinichernobyl.org

Smile - Un sorriso per Chernobyl   www.chernobyl.it

Il Monferrato per Chernobyl    www.ilmonferratoperchernobyl.it

Asti per Mogilev

 

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