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Entra nel vivo il progetto europeo per studiare il recupero delle discariche dismesse
La bonifica di Valle Manina diventa un caso da studiare a livello europeo
Coinvolti nel progetto dieci Stati: il Comune di Asti opererà in collaborazione con GAIA
La bonifica dell’ex discarica di Valle Manina, chiusa nel 1993 dopo vent’anni di attività, diventa un caso da studiare a livello internazionale attraverso un progetto, finanziato di recente dalla Commissione Europea, che vede Asti tra le città protagoniste.
L’iniziativa punta a favorire lo scambio di esperienze e di corretti comportamenti per un uso sostenibile degli invasi chiusi o abbandonati, spesso situati in prossimità dei centri abitati: sono coinvolti Comuni, Province, Regioni, Istituti di ricerca, Consorzi e Spa operanti nello smaltimento dei rifiuti di dieci Stati europei: oltre all’Italia, Olanda, Germania, Irlanda, Lituania, Polonia, Slovenia, Spagna, Gran Bretagna, Svezia. Tra le realtà italiane rappresentate ci sono il Comune di Asti, che opererà in stretto rapporto con GAIA (ex Consorzio Rifiuti) che si occupa della bonifica di Valle Manina, la Provincia di Verona, il Consorzio per la gestione integrata di raccolta e smaltimento rifiuti di Salerno.
Il progetto, che avrà un costo complessivo di 1.324.200 euro e si avvarrà di un finanziamento di 788.650 euro concesso dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Interreg, decollerà questo mese per concludersi nel dicembre 2007. Per la partecipazione all’iniziativa e l’organizzazione di un seminario nell’ottobre 2006, in cui sarà illustrata l’esperienza per il recupero della discarica di Valle Manina, Asti riceverà uno stanziamento europeo di 27 mila euro, ottenuto attraverso lo Sportello Europa, e altrettanti li garantirà con proprie risorse.
“Il Comune di Asti - indica l’assessore all’Ambiente Giovanni Pensabene, che si occupa del progetto con il collega Gianfranco Ruscalla, responsabile dello Sportello Europa - è impegnato, all’interno di GAIA, nel recupero dell’ex discarica perchè in futuro essa possa diventare parte integrante del contesto che la circonda: la riserva di Valleandona, Valle Botto e Valle Grande, che ha ampliato i confini nel 2004. Senza dimenticare quello che in passato ha rappresentato in negativo per il territorio”.
La società per azioni GAIA sottolinea, attraverso il presidente Dino Scanavino, “l’interesse a esporre i risultati fin qui ottenuti nell’esperienza di post chiusura dell’invaso e nella gestione delle problematiche connesse, come la produzione di percolato e biogas”. “Rispetto al futuro utilizzo dell’area di Valle Manina - ribadisce Scanavino - siamo disponibili a confrontarci con il Comune di Asti per trovare una soluzione condivisa”.
Comunicato stampa 6/2005 (l. n.)
Comunicato stampa GAIA 4/2005 (l. n.)
Asti, 31 gennaio 2005









