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Il caso di Valle Manina al centro del secondo giorno di studi sulle discariche dismesse

L’assessore Pensabene: “Ecco che cosa abbiamo imparato da quella vicenda”. Scelte trasparenti per la scelta dei siti e la gestione degli impianti, più raccolta differenziata.

La visita all’ex invaso di Valle Manina ha chiuso questo pomeriggio il seminario internazionale sulle discariche dismesse che il Comune di Asti ha organizzato nell’ambito del progetto europeo “Sufalnet”. “I due giorni di studio – sottolinea l’assessore all’Ambiente Giovanni Pensabene – hanno evidenziato l’importanza di gestire correttamente l’intero ciclo delle discariche, dalla fase di progettazione e gestione a quella della messa in sicurezza e bonifica ambientale”.
L’amministratore ha aperto stamane, in Sala Pastrone, la seconda sessione dei lavori, iniziati ieri all’Hotel Salera. Dinanzi ad una platea di amministratori e tecnici per gran parte stranieri, Pensabene ha ripercorso i vent’anni di Valle Manina, “nata nel 1973, senza impermeabilizzazione, per servire tre comuni dopo la chiusura di un invaso lungo il greto del Tanaro, e dismessa nel 1993 dopo aver accolto gli scarti di buona parte dell’Astigiano. Solo una stradina la divideva dalla riserva paleontologica. Già nel 1981 i pozzi privati intorno all’invaso furono chiusi per inquinamento e poco più di un decennio dopo la vicenda della discarica approdò nelle aule del tribunale”.  
Nel confermare che il Comune di Asti guarda al futuro di Valle Manina come di un luogo restituito al suo contesto naturale e in collegamento con la riserva fossilifera gestita dall’Ente Parchi, l’assessore Pensabene ha indicato che cosa ha insegnato agli amministratori locali quella vicenda: “Sia le scelte di individuazione dei siti che quelle di gestione degli impianti devono essere trasparenti, la popolazione deve essere informata correttamente e partecipare direttamente alle scelte, in modo da evitare conflitti. Quella lezione, inoltre, ci ha insegnato a cambiare approccio al problema dei rifiuti: in quegli anni la raccolta differenziata era al 4%, oggi supera il 65% e Asti è il capoluogo d’Italia in testa alla classifica dei comuni ricicloni”.
D’accordo con Pensabene l’europarlamentare Roberto Musacchio, componente della Commissione Sanità, Ambiente e Sicurezza alimentare, intervenuto in tarda mattinata dopo aver assistito allo scambio di esperienze tra i partner europei di “Sufalnet”. “Quello delle discariche – ha spiegato – è il sistema di smaltimento più diffuso in Europa, mentre l’Italia registra tuttora la presenza di siti molto inquinati, spesso collegati ad attività industriali. Una cattiva gestione degli invasi mette a repentaglio la salute pubblica e l’ambiente, oltre a suscitare la mobilitazione delle popolazioni coinvolte”. Musacchio, che ha tracciato un quadro delle normative europee e fornito anticipazioni sulle nuove direttive, ha insistito sul concetto di “rifiuti come risorsa”, ma anche sottolineato “i grandi interessi economici, legali e non, che lo smaltimento degli scarti muove: questione rappresentata inizialmente solo dalle discariche e ora anche dagli inceneritori”.    
 Poi altri dati sulla bonifica di Valle Manina esposti da Gaia e, nel pomeriggio, la visita all’ex discarica.

Nella fotografia di Mingo l’assessore Pensabene e l’europarlamentare Musacchio, rispettivamente primo e terzo da sinistra) con i capifila olandesi del progetto “Sufalnet”.

 

Comunicato stampa 1072006 (l. n.)
Asti, 12 ottobre 2006


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