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Programma AGIS

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Progetto:“Dike, azioni per migliorare l’assistenza alle vittime di reato”

Presentazione - Riassunto - Contesto e problema individuato

Presentazione

Il progetto elaborato dal Comune di Asti e sviluppato nell’ambito del Programma AGIS (Programma sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale) mira al miglioramento delle capacità professionali degli operatori che entrano in contatto con le vittime di crimini ed al rafforzamento della cooperazione tra le pubbliche autorità e tra queste ed il settore privato.

I partner locali che hanno aderito al progetto con apporto finanziario sono:

- Comune di Asti

- I.A.L. Formazione

- Società Consortile Langhe Monferrato Roero

- A.Gi.Le Onlus

I partner locali sono:

- Comando Provinciale Carabinieri di Asti

- Questura di Asti

- SIULP

I partner transnazionali che aderiscono sono:

- DEPAEX (Spagna): agenzia di servizi di Badajoz

- VOCA TRAIN (Polonia): agenzia formativa di Varsavia

- Deputy Head of Youth Offending Services for Bedfordshire County Council (Inghilterra): forza dell’ordine della contea del Bedforshire

Il progetto otterrà inoltre il patronato dell’ UNICRI (United Nations Interregional CRIme and justice resaearch institute): Agenzia delle Nazioni Unite

L’obiettivo finale è la sensibilizzazione degli operatori del settore ai diritti delle vittime di reati, attraverso azioni di informazione e formazione per i servizi responsabili dell’applicazione della legge.

L’idea progettuale parte da un’esperienza realizzata dalla Regione Piemonte nell’anno 2001 consistente in un corso di formazione rivolto ai funzionari delle forze di polizia operanti a livello regionale. Attraverso il programma AGIS si vuole trasferire quest’esperienza a livello locale indirizzando la formazione agli operatori (agenti di polizia, carabinieri, agenti di polizia municipale, ecc.) che entrano in contatto diretto con le vittime di reati, affinchè rafforzino e migliorino le modalità di approccio con i numerosi problemi vissuti dalle vittime medesime.

I moduli formativi prevederanno temi quali:

- Tipologia e gestione dei conflitti

- La funzione delle forze dell’ordine nei processi di mediazione e di composizione dei conflitti

- L’attività di prevenzione

- Giustizia riparativa e bisogni delle vittime

- Tecniche di ascolto e di accoglienza empatica


Riassunto

Le attività progettuali previste mirano ad un miglioramento delle capacità professionali degli operatori che entrano in contatto con le vittime di crimini attraverso la realizzazione di percorsi formativirivolti a operatori della giustizia e del sociale.Al fine di creare uno spazio giudiziario comune in materia dell’assistenza rivolta alle vittime di crimini, i percorsi formativi verranno svolti contemporaneamente in Italia, Spagna e Polonia e si svolgeranno nell'arco di tre mesi ciascuno. E' previsto il coinvolgimento di 40 operatori per ciascun stato, suddivisi come segue; Italia (16 carabinieri, 16 poliziotti, 4 vigili urbani e4 assistenti sociali); Spagna ( 20 autorità giudiziarie, 10 funzionari di polizia e 10 assistenti sociali) e Polonia (10 autorità giudiziarie, 20 funzionari di polizia, 10 assistenti sociali). La formazione verrà svolta da docenti di fama internazionale (sociologi, criminologi, psicologi).

I percorsi formativi prevedono lezioni in aula su temi quali la gestione dei conflitti, la funzione delle forze dell'ordine nei processi di mediazione e di composizione dei conflitti, le tecniche d'ascolto e l'accoglienza empatica (per il dettaglio vedere gli allegati) e esercitazioni pratiche, attraverso simulazioni svolte con il supporto di psicologi. Si prevedono due incontri del comitato di monitoraggio (in Spagna e Polonia) per verificare l'andamento del progetto e unseminario conclusivo, al quale parteciperanno anche i partner inglesi, durante il quale verrano scambiate le esperienze e confrontati i risultati, in modo da dare continuità alla sperimentazione. A testimonianza dell'attività svolta e al fine di diffonderne i risultati verranno prodotte, in italiano, spagnolo e polacco, brochures informative ed una pubblicazione riassuntiva dei contenuti formativi e dei risultati raggiunti.


Contesto e Problema individuato

Il tema della sicurezza urbana ha assunto negli ultimi anni le dimensioni di un fenomeno sociale diffuso che non può essere ignorato dalle istituzioni politiche e dalla società civile; l'insicurezza dei cittadini richiede una specifica politica capace di intervenire su più versanti, da quello dell'ordine pubblico, della prevenzione e della lotta alla criminalità, che spetta all'autorità di pubblica sicurezza ed al complesso delle forze di polizia e militari, a quello della qualità urbana e sociale che spetta alle pubbliche amministrazioni e all'insieme della società civile.

Il senso di insicurezza e lo stato emotivo che accompagnano le vittime di crimini hanno un duplice effetto: da un lato allontanano i cittadini dalle istituzioni e dall'altro, modificando stili di vita consolidati e abitudini personali, interferiscono con la sfera delle libertà individuali, di relazione e di gestione col proprio tempo.

In questo contesto emerge la figura della vittima, sovente trascurata nel concreto operare di giustizia, polizia ed amministrazioni pubbliche. Il progetto DIKE (dal none della dea greca della Giustizia) nasce quindi da una serie di riflessioni ed analisi condotte nei 4 paesi coinvolti nel partenariato (Italia, Spagna, Polonia e Inghilterra). Le normative nazionali a tutela delle vittime di crimini non sempre prevedono strumenti specifici per offrire adeguata assistenza. Infatti, al di là della protezione giuridica offerta dalla legge, le vittime di crimini hanno sovente bisogno di ricevere supporto psicologico; hanno la necessità di trovare operatori capaci di ascoltarli e di fornire loro l'assistenza necessaria sotto l'aspetto emozionale. Gli operatori, quindi, non devono limitarsi ad informare i cittadini vittime di crimini sulle procedure giuridiche e sui loro diritti, ma devono fornire un'assistenza a livello psicologico ed emozionale, al fine di limitare i danni del trauma soprattutto nei confronti di soggetti deboli (anziani, bambini, ecc.)

 


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