Ti trovi qui:
O.L.G.A. - Orientamento al lavoro Gorodeja-Asti
Presentazione - Contesto e problema individuato - Finalità e azioni previste - Partner cofinanziatori
Il Comune di Asti ha elaborato il progetto O.L.G.A. -Orientamento al Lavoro Asti-Gorodeja in risposta al bando pubblico regionale per l'assegnazione di contributi a favore di iniziative di cooperazione decentrata in Bielorussia e Ucraina -Anno 2004.
Il progetto prevede una serie di azioni finalizzate allo scambio di competenze fra i formatori italiani e gli insegnanti dell'Istituto di Gorodeya, cittadina non lontana da Minsk, atte a sviluppare la capacità degli operatori locali di programmare e gestire percorsi di orientamento alle scelte scolastiche e formative degli orfani ospiti della struttura e a migliorare nel contempo la pianificazione delle attività, in relazione ai bisogni espressi dal mercato del lavoro locale. Tale azione verrà rafforzata in Italia attraverso la realizzazione di un breve percorso di orientamento, che coinvolgerà un gruppo di ragazzi dell'orfanotrofio in oggetto di età compresa fra i 13 e i 17 anni ospiti delle famiglie astigiane durante i mesi di luglio e agosto 2005, che si concluderà con un evento di partecipazione e sensibilizzazione della cittadinanza astigiana, previsto presso Villa Paolina, sede del Centro di Educazione Ambientale del WWF.
Il bacino territoriale di riferimento : è stata individuata nel villaggio di Gorodeya, situato 100 km a sud di Minsk, in Bielorussia, dove si trova un Internat, ossia un Istituto di accoglienza per 200 bambini orfani, sede di una scuola con laboratori formativi. Le Associazioni di Solidarietà "Progetto 2000" e "Bambini Chernobyl" operano da anni con l'Istituto di Gorodeya, la prima coordinando con successo i programmi di accoglienza dei bambini e ragazzi presso le famiglie astigiane e la seconda occupandosi delle le pratiche relative alle adozioni internazionali degli orfani dell'istituto. L'esperienza di solidarietà svolta dall'associazionismo astigiano ha messo in evidenza la necessità di operare in Bielorussia con un progetto specifico al fine di offrire ai ragazzi ospiti dell'orfanotrofio di Gorodeja l'opportunità di migliorare i percorsi formativi e professionali e conseguentemente di facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro.
Contesto e problema individuato
La Bielorussia attraversa un periodo di profonda crisi economico-sociale, causata dalla transizione dal sistema totalitario all'economia di mercato e aggravata dai danni subiti a seguito della radiocontaminazione provocata dal fall-out della centrale di Chernobyl . La maggior parte dei terreni agricoli è contaminata e nonostante ciò l'agricoltura rappresenta spesso l'unica risorsa economica per le popolazioni residenti dei villaggi rurali che per poter vivere continua a coltivare quei terreni e a nutrirsi dei cibi da essi ricavati aggravando i problemi di salute connessi all'esposizione radioattiva. Per cercare di migliorare le condizioni fisiche delle giovani generazioni bielorusse si attuano ormai da anni azioni di prevenzione sanitaria da eventuali malattie derivanti dall'esposizione alle radiazioni nucleari conseguenti al disastro di Chernobyl. In Italia vengono ospitati ogni anno circa 25.000 bambini bielorussi , di cui quasi il 90% provenienti dalle zone rurali maggiormente sofferenti . L'azione umanitaria, che vede impegnate le famiglie italiane e numerose strutture di volontariato, si configura oggi come un'importante opportunità di sviluppo sociale e di scambio tra l'Italia e la Bielorussia.
Durante tali soggiorni i ragazzi, soprattutto i più grandi, vengono in contatto con una situazione economico-sociale completamente diversa da quella a cui sono abituati. Purtroppo lo scarto tra l'esperienza estiva nel nostro paese e la quotidianità vissuta in patria è spesso fonte di squilibri e frustrazioni, che si riflettono sui ragazzi, dilatandone le aspettative e favorendo la mitizzazione del sistema di vita occidentale. Se da un lato i soggiorni in Italia migliorano la salute fisica dei bambini inseriti nei programmi di ospitalità, dall'altro possono diventare fonte di problemi psicologici se non vengono contestualmente attuate misure atte a migliorare la condizione delle popolazioni bielorusse e la loro situazione ambientale, economica e sociale.
Uno dei problemi maggiori con il quale si confrontano in patria i ragazzi bielorussi è la ricerca di un posto di lavoro . Questo è vero soprattutto per i ragazzi residenti nei villaggi rurali, distanti anche centinaia di chilometri dalle città, uniche realtà in grado di offrire una se pur limitata alternativa economica all'agricoltura basata sulla piccola industria e sul terziario. Per accedere a questo tipo di occupazione è necessario però possedere competenze acquisibili talvolta solo attraverso studi professionali o universitari e per i ragazzi delle campagne resta sovente solo la possibilità di lavorare nelle cooperative agricole locali (Kolhos). Ad alimentare questa situazione, contribuisce in parte rilevante la difficoltà da parte del sistema scolastico e formativo locale nell'individuare i bisogni espressi dal mercato del lavoro e di conseguenza nell'orientare i giovani ai percorsi più favorevoli all'inserimento lavorativo.
Le difficoltà aumentano considerevolmente per le categorie più svantaggiate, tra le quali si collocano gli orfani e i portatori di handicap fisici e/o mentali. Un dato rilevante è costituito dalla numerosa presenza sul territorio bielorusso di istituti di accoglienza per orfani, che prendono il nome di Internat e accolgono sia orfani effettivi , ovvero senza genitori, che orfani "sociali", ovvero figli di genitori ancora vivi ma che hanno perduto la patria potestà per vari motivi, tra cui il più frequente è l'alcolismo, piaga che si è acutizzata in questo periodo di profonda crisi economica e sociale. Nella Repubblica Bielorussa, attualmente esistono 91 scuole internato e internati speciali che ospitano circa 12.000 bambini. Uno di questi è l' Internat di Gorodeja , piccolo villaggio situato a circa 100 km. dalla capitale Minsk, che ospita attualmente 200 bambini dai 6 ai 18 anni, di cui 100 sordomuti e 100 orfani, in parte effettivi e in parte sociali . L'Internat al suo interno dispone di una scuola e con annessi laboratori per attività di meccanica, falegnameria ed economia domestica, oltre naturalmente ai dormitori e refettori.
A seguito delle consultazioni avvenute con i referenti astigiani di "Progetto 2000" e "Bambini Chernobyl" e con soggetti appartenenti ad altre associazioni operanti sul territorio astigiano (es. "Canelli per i Bambini del Mondo"), nonché attraverso i contatti intercorsi con il Direttore dell'Internat di Gorodeja e con il Ministero dell'Educazione di Minsk, si è definito il problema cui si vuole rispondere con il progetto "O.L.G.A. - Orientamento al Lavoro Gorodeja - Asti" . Nel territorio di riferimento, cioè la zona della provincia di Minsk, all'interno della quale è collocato il villaggio di Gorodeja, grazie al supporto di associazioni di solidarietà operanti in loco, si stanno realizzando iniziative per la riqualificazione turistica e agricola, ma restano ancora da realizzare numerosi interventi per garantire ai giovani strumenti adeguati per migliorare la loro formazione e il conseguente inserimento nella realtà produttiva locale.
Gli ambiti di intervento sono i seguenti:
sviluppare attività di cooperazione con gli operatori (insegnanti e formatori) dell'Internat di Gorodeya volte al miglioramento del sistema formativo locale e all'aumento delle opportunità di inserimento nel tessuto socio economico dei ragazzi orfani, ospiti dell'istituto e inseriti nei programmi di accoglienza a scopo terapeutico sul territorio provinciale astigiano, coordinati dall'Associazione "Progetto 2000".
realizzare una serie di azioni finalizzate allo scambio di competenze fra i formatori italiani e gli insegnanti dell'Istituto di Gorodeja, atte a sviluppare la capacità degli operatori locali di programmare e gestire percorsi di orientamento alle scelte scolastiche e formative degli orfani
realizzare una serie di azioni finalizzate a migliorare nel contempo la pianificazione delle attività , in relazione ai bisogni espressi dal mercato del lavoro locale. Tale azione verrà rafforzata in Italia attraverso la realizzazione di un breve percorso di orientamento , che coinvolgerà un gruppo di ragazzi dell'orfanotrofio di Gorodeya di età compresa fra i 13 e i 17 anni ospiti delle famiglie astigiane durante i mesi di luglio e agosto 2005.
organizzazione di un evento conclusivo finalizzato al coinvolgimento e sensibilizzazione della cittadinanza astigiana, previsto presso Villa Paolina , sede del Centro di Educazione Ambientale del WWF.
Conclusioni
A conclusione del progetto, si è potuto stabilire che un criterio di continuità deve sempre essere individuato e chiarito al fine di non “sganciare” l’azione di aiuto in un momento in cui l’autonomia del sistema locale non è tale da consolidare eventuali buoni risultati ottenuti. Per essere più chiari bisognerebbe lavorare anche su un “tutorato” di inserimento dei ragazzi una volta che raggiungono la maggiore età e devono lasciare l’istituto.
Questa è la finalità che si intende perseguire con un successivo progetto di cooperazione, che veda una collaborazione più ampia sia a livello italiano che bielorusso.
Il nucleo del problema si concentra nel “dopo internat”. L’istituto con il suo sistema di servizi e di regole, costituisce una sorta di “guscio” protettivo che però non sembra preparare in modo adeguato i ragazzi all’inserimento nella vita da adulti. Ciò è peraltro comprensibile dato:
il tipo di organizzazione degli istituti di natura verticistica e con ruoli educativi molto definiti: pertanto il tipo di rapporto tra educatore ed allievo non può essere tendenzialmente “personalizzato”, ma prevale una logica di tipo collettivo: difficilmente vengono attuati dei piani personalizzati di inserimento;
il contesto socioeconomico locale a toni piuttosto grigi che non sembra offrire stimoli di crescita e la piaga dell’alcool è persuasive sempre in agguato.
Il risvolto drammatico del dopo internat è dato dai casi di suicidio (senza contare altre forme di devianza): si parla del10% dei giovani dimessi dagli Istituti.
Ci è stato detto che i matrimoni in età giovane e la soluzioni di alloggio modello “collegio universitario” sono tappe ed eventi positivi per l’inserimento dei ragazzi nella vita normale in uscita dall’istituto. In ogni caso questo passaggio all’età adulta rimane un nodo serio della questione, che chiama in causa nuove forme di cooperazione da attivare.
La partnership comprenderà:
Comune di Asti - soggetto capofila
IAL Formazione
Provincia di Asti - Centro per l'Impiego
Internat Scuola Speciale di Gorodeja (Minsk)
Associazione di Solidarietà Bambini Chernobyl
Associazione di Solidarietà Progetto 2000
Comunità delle Colline tra Langhe e Monferrato
Oltre a questi si è creata una rete di secondo livello non coinvolta direttamente nella gestione del progetto con: WWF e l'Associazione di Solidarietà Canelli per Bambini del Mondo.










